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Ristorante Zia Restaurant
Apertura: Maggio 2018
Via Goffredo Mameli 45, Trastevere, Roma
Roma
Cucina d'autore di Antonio Ziantoni a Trastevere, una stella Michelin: tecnica francese su prodotti italiani, due menu degustazione e undici tavoli in una sala minimale.
Undici tavoli, niente tovaglie, e una stella Michelin arrivata a circa un anno dall'apertura. Zia Restaurant nasce a metà maggio 2018 al civico 45 di via Goffredo Mameli, in una strada tranquilla di Trastevere, lontana dal flusso più turistico del rione. È il progetto personale di Antonio Ziantoni, cuoco classe 1986 originario di Vicovaro, nell'entroterra romano, avviato insieme alla compagna Ida Proietti, padrona di casa e anima della sala. Prima di mettersi in proprio Ziantoni ha costruito un percorso solido: è cresciuto accanto ad Anthony Genovese al Pagliaccio, ha lavorato nelle cucine di Gordon Ramsay a Londra e da Georges Blanc a Vonnas, in Borgogna. La stella è arrivata nel 2019. La guida Ristoranti d'Italia 2026 del Gambero Rosso gli ha poi attribuito le Tre Forchette.
Base francese, prodotto italiano. La critica ha definito l'approccio bistronomico: rigore classico da una parte, schiettezza da osteria contemporanea dall'altra. Ziantoni preferisce sapori pieni e leggibili agli effetti scenografici e costruisce il piatto attorno all'ingrediente. Tra le preparazioni citate nelle recensioni ci sono le canocchie con porcini e foglie di fico, lo sgombro frollato una settimana e passato sulla griglia, lo spaghetto al pomodoro fatto con tre varietà di pomodoro, il raviolo del plin ripieno di brasato d'agnello e il piccione con peperoni e prezzemolo. In anni precedenti la carta ha proposto anche ravioli di melanzana con aglio, olio e peperoncino, un risotto con bufala, limone e genziana e l'agnello con scalogni al miele e ginepro. La pasta è in gran parte fatta in casa. Lo spaghetto al pomodoro, sulla carta, è la prova del nove: un piatto che non perdona.
Due menu degustazione, da cinque e da sette portate, più una carta breve con i piatti identitari e le novità; alla carta servono almeno tre piatti. Secondo Scatti di Gusto i due percorsi costavano rispettivamente 110 e 130 euro, con abbinamenti vino da 65 euro per quattro calici o 80 euro per cinque. Il Gambero Rosso segnala che il menu più corto potrebbe diventare in futuro l'unica opzione degustazione. Le cifre vanno prese come indicative, soggette a variazioni stagionali. Per una cena di coppia il percorso da cinque portate con abbinamento è, sulla carta, il rapporto più equilibrato tra impegno e conto.
I dolci meritano un capitolo a parte. Li firma il pastry chef Christian Marasca, e il più citato è la tarte tropézienne, brioche farcita di chantilly alla vaniglia profumata ai fiori d'arancio, pensata per essere divisa al tavolo; in passato le recensioni ricordavano anche un gelato allo zabaione e una brioche con crema inglese. Il Gambero Rosso ha lodato la capacità della pasticceria di tenere insieme estetica e pulizia del gusto, al punto da considerare il dessert un passaggio irrinunciabile del pasto. Il consiglio è semplice: lasciare spazio.
La sala è raccolta e distribuita in più ambienti. Arredi minimali in legno, toni pastello, luci soffuse, piccole composizioni floreali in tinte tenui accanto a vasi di terracotta. Elegante, mai rigida. Il servizio è affidato a una squadra giovane guidata da Ida Proietti, mentre Marco Pagliaroli, maître e sommelier, segue una carta dei vini non sterminata ma variegata, che affianca etichette note a produttori di nicchia e propone scelte curiose anche al calice.
Il ristorante sta in via Goffredo Mameli 45, nella parte alta di Trastevere verso il Gianicolo. Secondo la stampa il servizio serale va dal martedì al sabato e il pranzo è previsto solo in alcuni giorni del fine settimana, con chiusura il lunedì. Con undici tavoli, prenotare con parecchio anticipo non è un vezzo ma una necessità, soprattutto per il fine settimana. Gli orari aggiornati vanno verificati direttamente con il locale.






