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Ristorante Emilio Osteria di Mare
Apertura: Aprile 2024
Viale Aventino, 40, Roma
Di Pesce · 9.4/10 (101 recensioni)
Roma
Osteria di pesce sull'Aventino, vicino al Circo Massimo, di Fabio Spada con lo chef Emiliano Valenti: crudi, tonnarello polpo, pecorino e menta, menu degustazione a 55 euro.
Tonnarello con polpo, pecorino e menta, 16 euro. Il piatto più citato di Emilio Osteria di Mare è anche il più romano della carta, ed è la sintesi del progetto: un'osteria di pesce dal tono rilassato, aperta alla fine di aprile 2024 in viale Aventino 40, a due passi dalla fermata Circo Massimo e non lontano dal Colosseo, con prezzi che restano umani in una zona dove spesso non lo sono. Il pesce arriva ogni giorno secondo il mercato. Le verdure vengono dal mercato di Testaccio e da piccoli produttori.
L'oste è Fabio Spada, già patron del Glass e titolare, nello stesso quadrante, della pizzeria Baccio e de I Gradini, che segue personalmente la carta dei vini. In cucina c'è Emiliano Valenti, romano, formato nel programma Professione Cuoco del Gambero Rosso sotto la guida di Igles Corelli, con uno stage nella cucina veronese di Bruno Barbieri, poi il Convivio Troiani, oltre dieci anni al Settembrini, Romeo e la stessa Baccio, dove si occupava di fritti elaborati e condimenti per le pizze. Accanto a lui il sous chef Giuseppe D'Auria; in sala la maître Vanessa Croce, collaboratrice storica di Spada, e al bancone la bartender Antonella Digioia. Una squadra rodata, e si sente già sulla carta.
Si parte dai crudi, tartare, carpacci, crostacei, gamberi e ostriche, e dagli antipasti: pan brioche con alici del Cantabrico a 10 euro, insalata di calamari e frutti di mare a 16, polpo arrosto con crema di asparagi a 15, frittelle di baccalà con broccoli siciliani a 14 euro. Fra i primi, oltre al tonnarello, gli spaghetti alle vongole, le tagliatelle con il pesce spada a 18 euro e il risotto alla pescatora, per almeno due persone. Fra i secondi la frittura di calamari, a 18 euro. Ogni giorno si aggiungono piatti di pesce del giorno con verdure di stagione, e ci sono opzioni senza glutine. Chi preferisce delegare ha il menu degustazione a 55 euro, con due antipasti, due primi, un secondo e il dolce: sulla carta è il modo più completo per farsi un'idea della cucina, ed è la scelta da fare in due.
Il vino pesa. La carta conta circa duecento etichette tra convenzionali e biologiche, con una sessantina di bollicine, un centinaio di bianchi e una trentina tra rosati e rossi, e una selezione al calice tra i 7 e gli 8 euro che va dal Verdicchio di Matelica al Fiano di Avellino fino a un Crémant de Bourgogne rosé. I cocktail della casa sono dodici, più i classici, e dalle 17 alle 19.30 c'è l'aperitivo: buona occasione per assaggiare qualche crudo al bancone senza impegnarsi in una cena intera.
Gli spazi, firmati da Materica Group con l'architetta Valentina Fraschetti, giocano sul bianco e sul blu delle isole greche. Circa settanta coperti in più sale, tra cui una saletta riservata da una decina di posti per i gruppi; la cucina è a vista con un bancone dove sedersi, e d'estate c'è un piccolo dehors da una dozzina di posti, che con così pochi tavoli va chiesto al momento della prenotazione. Chi viene da solo farà bene a chiedere il bancone davanti alla cucina.
Emilio chiude il lunedì; dal martedì al sabato lavora a pranzo e a cena, la domenica solo a pranzo. Nella zona del Circo Massimo l'offerta è più orientata alla cucina romana di terra: la trattoria-pizzeria 4 e 4'otto, seconda sede della Trattoria Luzzi, gioca su un altro registro, mentre per un dopocena con cocktail a San Giovanni c'è 5e28 - Cucina e Miscele. Per una cena di pesce senza svenarsi, Emilio è uno degli indirizzi più sensati dell'Aventino; per un'occasione da tovaglia bianca e grande cantina d'autore, meglio cercare altrove.






