Ristoranti / Roma / El Porteño Gourmet Roma
Ristorante El Porteño Gourmet Roma ●
Apertura: 2023
Via dell'Umilta, 36, Roma
Argentino,Di Carne · 8.8/10 (465 recensioni)
Roma
Secondo indirizzo romano di El Porteño, dentro l'hotel Umiltà 36 vicino a Fontana di Trevi: parrilla a vista, tagli argentini, empanadas e paste fatte a mano.
Buenos Aires a due passi dalla Fontana di Trevi. El Porteño Gourmet è il secondo indirizzo romano del marchio argentino El Porteño e sta dentro Umiltà 36, l'hotel di lusso della Shedir Collection aperto nell'estate del 2022 in via dell'Umiltà, tra Trevi e il Quirinale. Dietro c'è la holding Dorrego Company, fondata nel 1995 dai fratelli Alejandro e Sebastian Bernardez con Fabio Acampora, cresciuta a Milano con quattro locali prima di arrivare nella capitale con il ristorante di largo del Teatro Valle. Già all'inaugurazione di quella prima sede i soci avevano annunciato un secondo indirizzo nel nuovo albergo; le fonti sull'hotel ne annunciavano l'apertura per settembre 2022, ma la stampa gastronomica romana lo ha raccontato come novità soltanto nella primavera del 2023.
Il tema dichiarato è il filo che lega l'Italia a Buenos Aires. La base resta argentina, a cominciare dalla carne alla griglia, ma la cucina si concede interpretazioni contemporanee e accenti italiani: paste fatte a mano, opzioni vegetariane, piatti che dialogano con le ricette romane. La parrilla è a vista. Chi ama guardare la brace lavorare farà bene a chiedere un tavolo con quella prospettiva.
La carne comanda. In carta ci sono bife de chorizo, entraña, asado, pechito de cerdo e il Bife Milonga, con alcune pezzature vendute a peso; secondo il resoconto di Luciano Pignataro all'apertura, i prezzi partivano da 29 euro. Contorni classici: purè di zucca e patate, patate fritte, insalata argentina. Prima della griglia, le empanadas con diversi ripieni, la provoleta, il chorizo e le mollejas salteadas, cioè le animelle saltate in padella, che sono probabilmente l'ordine più interessante per chi conosce già la bistecca. Le paste fatte a mano rappresentano il lato italiano della casa; sulla carta, però, si viene qui per i tagli, e conviene tenerne conto quando si sceglie con chi venire. Chi non mangia carne avrà qualche opzione, non una serata memorabile.
Gli ambienti sono costruiti come una scenografia porteña. Molti arredi e materiali vintage sono arrivati direttamente dall'Argentina, i pavimenti richiamano quelli delle antiche colonie spagnole e alle pareti tornano il polo e il tango. I coperti sono circa settanta, distribuiti in due sale principali, a cui si aggiungono una sala con pareti di vetro, una saletta privata dedicata al polo, una cantina a vista e un bar con bancone in marmo e area lounge, dove si trovano rum e gin selezionati. Una parete di vini arriva fino al soffitto: Malbec e Torrontés argentini, naturalmente, insieme a etichette italiane e internazionali, con un sommelier a orientare la scelta. La sala è stata affidata ai direttori Valerio Fusco e Victor Zamora. Nelle ricorrenze, San Valentino in testa, la cucina prepara menu dedicati, e le salette più raccolte funzionano per cene private e incontri di lavoro.
All'apertura il ristorante lavorava a pranzo e a cena, con orario continuato dalle 12 a mezzanotte, puntando sia sugli ospiti dell'hotel sia sulla clientela d'affari del centro. Oggi il sito ufficiale indica soltanto il servizio serale, tutti i giorni dalle 19.30 fino a tarda notte. Per gruppi di oltre otto persone si prenota direttamente per telefono o via email. Il conto medio non è comunicato. Per una cena di lavoro con clienti stranieri o per un compleanno tra carnivori è un indirizzo coerente; chi vuole il format originale del marchio può guardare al fratello maggiore, El Porteño Roma, vicino a piazza Navona, o fermarsi per un drink al Dandy Cafè, nello stesso albergo.






