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Ristorante Sorelle Poma
Apertura: Luglio 2026
Via Porpora 154 (angolo Via Adelchi), Milano
Milano
Osteria e trattoria a Lambrate dei fratelli liguri Caterina e Vladimiro Poma: lavagna del giorno al bancone senza prenotazione e trattoria da 24 coperti con menu fissi.
Sorelle Poma non sono due sorelle. Caterina e Vladimiro Poma, fratello e sorella di origine ligure, hanno scelto il nome giocando con l'idea di famiglia e con la doppia anima del progetto, due «sorelle» sotto lo stesso tetto, con un sottinteso ironico verso una ristorazione che considerano ancora troppo maschile. Hanno inaugurato con una festa il 6 luglio 2026 in via Porpora 154, all'angolo con via Adelchi, a Lambrate, e il servizio regolare è partito l'8 luglio. È il primo locale che firmano insieme. Ed è aperto.
Curriculum pesanti, formula quotidiana. Caterina ha guidato per quindici anni la sala e la cantina di Ratanà; Vladimiro si è formato tra Erba Brusca e Astrid y Gastón, l'indirizzo di Lima, prima di prendere in mano la cucina di Silvano. Accanto a loro lavorano due professionisti arrivati anch'essi da Ratanà, Giovanni Selva in cucina e Maha Nadza in sala. Una squadra che si conosce da tempo, e l'impostazione lo riflette: tavolate condivise, confidenza da casa, nessuna messa in scena. Il richiamo alla famiglia non è un vezzo di marketing ma il filo che regge tutto.
L'osteria è partita in estate e non accetta prenotazioni. Si entra, ci si siede a uno dei cinque tavoli oppure si resta in piedi al lungo bancone in marmo a forma di L. La lavagna cambia ogni giorno e propone cinque o sei piatti, tra 7 e 15 euro. Le radici liguri si leggono subito: tra le prime proposte c'erano un cappon magro reinterpretato con polvere di barbabietola, tagliatelle servite fredde con una crema di capperi e i mandilli, la sfoglia sottile genovese, accompagnati da un coniglio brasato. Nelle settimane successive sono arrivati il cappon magro alla genovese, la panissa fritta in versione vietnamita, i friggitelli ripieni, il coniglio alla ligure e i fiori di zucca, con porzioni generose. Le bottiglie, poche referenze moderne e non soltanto naturali, stanno in una forchetta stretta tra 22 e 29 euro, e al bancone si beve un solo cocktail della casa, il Melomerito. Se compare in lavagna, la panissa fritta alla vietnamita è il piatto che racconta meglio la mano di Vladimiro.
La trattoria è l'altra metà. Ventiquattro coperti, su prenotazione, pensati per l'apertura completa di settembre, con due menu fissi: il primo segue un filo regionale dedicato alla Liguria, il secondo è costruito per chi segue un'alimentazione vegana o senza glutine, così che allo stesso tavolo nessuno resti escluso. L'ambiente legge la semplicità delle vecchie osterie con sensibilità di oggi, tra materiali naturali, arredi essenziali, tavoli ravvicinati e una cucina a vista. In carta verdure di stagione, pasta fresca, carni cotte a lungo e ricette tradizionali rilette senza stravolgerle, con l'obiettivo dichiarato di mantenere prezzi accessibili per un pubblico di quartiere. Il prezzo dei menu fissi della trattoria non è stato comunicato.
Gli orari sono cambiati con la stagione. D'estate il locale apriva la sera dal lunedì al venerdì, dalle 18 a mezzanotte, restava chiuso il sabato e dedicava la domenica a una colazione salata fino all'una, seguita da un pranzo lungo fino alle cinque del pomeriggio. Da settembre il calendario è stato rivisto: cena dal mercoledì al sabato e pranzo dal venerdì alla domenica, con la domenica ancora pensata come momento lento e conviviale, attorno a stufati e paste ripiene. Regola pratica: all'osteria si arriva presto, perché i tavoli sono pochi e non si prenota; per la trattoria si telefona prima. Per Lambrate è un indirizzo di professionisti veri che hanno scelto, consapevolmente, di stare lontani dai riflettori.






