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Ristorante Gio Gio's
Apertura: Aprile 2026
Via Caminadella 7, 20123 Milano
Milano
Il primo ristorante tutto suo di Raphael Duntoye, ex La Petite Maison e The Arts Club: Mediterraneo metropolitano da condividere e bancone cocktail in alabastro.
Raphael Duntoye ha lasciato gli studi di ingegneria per la cucina, e la scelta ha pagato. Nato in Nigeria e formato a Londra, ha legato il suo nome a La Petite Maison, il marchio di cucina mediterranea di cui ha seguito le sedi di Dubai, Hong Kong e Miami, e a The Arts Club, lo storico club privato di Mayfair dove è stato chef director. Gio Gio's, aperto l'8 aprile 2026 in via Caminadella 7, tra Sant'Ambrogio e corso Magenta, è il suo primo ristorante interamente di proprietà. Lui lo ha raccontato come un sogno realizzato: aprire in Italia, con un progetto personale. Il locale è aperto e nelle prime settimane ha già fatto parlare di sé.
Mediterraneo metropolitano, così viene definita la cucina. Sapori italiani, francesi e nordafricani, spezie e influenze internazionali, ingredienti riconoscibili e preparazioni pulite, con piatti pensati per stare al centro del tavolo e passare di mano in mano. Sul fronte del pesce ci sono la tartare di tonno, la ricciola con condimento agli agrumi a 24 euro, i gamberi tiepidi e l'insalata tiepida di polpo a 26 euro. Tra le verdure, puntarelle con pecorino, carciofi grigliati, peperoni marinati; per cominciare, una crema di fagioli bianchi a 9 euro. Poi i piatti principali: sogliola di Dover con salsa alla senape, cotoletta di vitello con salvia e crosta di parmigiano, côte de boeuf, anatra confit con cavolo rosso a 34 euro. Dolci classici, dal cheesecake alla crème brûlée fino all'Eton Mess, intorno ai 15 euro. La spesa media indicata dalla stampa è di circa 60 euro a persona, vini esclusi: per il centro storico, e per un nome con questo curriculum, non è una cifra fuori scala.
Il bere ha un ruolo da protagonista. Al centro della sala c'è un bancone cocktail con piano in alabastro e rivestimento in velluto, affidato al bar manager Michele Quarta, con una decina di creazioni originali accanto ai grandi classici e una selezione analcolica pensata per dialogare con la cucina. La cantina è dell'head sommelier Michele Lax, affiancato in sala da un collaboratore di origine siciliana. All'ingresso, hostess dedicate. Chi arriva in solitaria o in anticipo sulla prenotazione trova al bancone il posto più vivace della casa.
Lo spazio è grande, tra i 110 e i 120 coperti, ma quinte e separé lo dividono in micro-ambienti per conservare un'atmosfera raccolta. L'estetica si ispira a un giardino nascosto: toni di verde, legno e pietra, sedute comode, tessuti a motivi botanici, luci morbide. Cucina a vista, piatti in ceramica personalizzati con il logo. Per una cena in coppia conviene chiedere uno dei tavoli più appartati tra i separé, mentre un pranzo di lavoro trova qui un ambiente elegante senza la rigidità del fine dining. Sulla carta, il rischio di un locale così capiente è la dispersione: il formato a piatti condivisi, almeno, aiuta a tenere il ritmo della tavola.
Gio Gio's apre dal martedì al sabato, a pranzo dalle 12 alle 15 e a cena dalle 18 alle 23; domenica e lunedì chiuso. Le prenotazioni passano dalla piattaforma SevenRooms, collegata al sito ufficiale, oppure dal telefono, e serate ed eventi vengono annunciati sul profilo Instagram giogiosmilan. In una zona come Sant'Ambrogio, dove la ristorazione tende al classico milanese, un Mediterraneo cosmopolita con questa regia è una novità che merita attenzione. Nei primi mesi il passaparola gira: per il venerdì e il sabato sera meglio muoversi con qualche giorno di anticipo.






