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Ristorante Trattoria Tina

Apertura: Luglio 2026

Via Altaguardia 16, Porta Romana, Milano

Gio Gio's
Milano

Foto disponibili a breve.

Trattoria di cucina italiana in Porta Romana della chef siciliana Arianna Consiglio, con i soci di Contraste Matias Perdomo e Simon Press: carta breve, solo cena.

Lo spaghetto al pomodoro a 14 euro è diventato in poche settimane il piatto manifesto di Trattoria Tina, aperta il 31 luglio 2026 in via Altaguardia 16, a Porta Romana, a sud del centro. È il primo locale in cui Arianna Consiglio, cuoca siciliana di trent'anni, firma la cucina da chef e socia. Accanto a lei ci sono Matias Perdomo e Simon Press, i due ristoratori dello stellato Contraste, che secondo quanto raccontato all'apertura hanno scelto un ruolo discreto, di supporto strategico, senza imporre la propria identità gastronomica. La trattoria è pensata come espressione personale della chef, e chi conosce le acrobazie di Contraste farà bene a dimenticarle prima di sedersi.

Il nome viene dalla famiglia. Tina è un diminutivo di Agata, nome delle nonne siciliane, e nelle intenzioni dei fondatori evoca casa, tavola e calore umano: un nome antico, quasi in disuso, scelto per suggerire familiarità senza scivolare nei cliché da trattoria. Il percorso della chef si è svolto quasi tutto al Nord. Guido a Costigliole d'Asti, Piazza Duomo ad Alba con Enrico Crippa, poi a Milano Cucina Franca e Contraste, al fianco di Perdomo e Press, prima di guidare la cucina di Exit Pastificio Urbano. Con Tina si allontana dai codici del fine dining per una cucina dichiaratamente italiana, semplice ma precisa, dove la tecnica resta al servizio di piatti immediati.

La carta è corta e cambia nel tempo: quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi, quattro dolci. Nelle prime settimane c'erano l'uovo in salsa verde, la caponata di melanzane e l'insalata di trippa, poi lo spaghetto al pomodoro, le tagliatelle al ragù e le linguine alle vongole a 18 euro, i ravioli alle erbe con burro e salvia a 16 euro. Fra i secondi, l'arrosto di manzo all'inglese con rucola, senape e miele e le animelle di vitello al burro e salvia con patate arrosto, entrambi a 24 euro; in chiusura, torta caprese e gelato alla cannella a 8 euro. Un pasto completo con antipasto, primo o secondo e dolce si aggira sui 50-55 euro, bevande escluse. La carta dei vini conta un centinaio di etichette ed è curata da un sommelier arrivato anch'egli da Contraste. Sulla carta, lo spaghetto è d'obbligo; le animelle sono la scelta per chi vuole capire la mano della cucina.

Lo spazio è piccolo. Circa trenta coperti, destinati a salire a quaranta, distribuiti fra la sala e un piccolo soppalco, con tavoli e sedie in legno e un'atmosfera calda che richiama la tradizione senza eccedere in dettagli d'epoca. All'apertura c'erano solo posti all'interno, con l'ipotesi di un dehors più avanti. La squadra è ridotta all'osso, cinque persone fra cucina e sala, e la stampa ha sottolineato la forte presenza femminile, a partire dalla chef e da Sara Meneghel in cucina: ne esce un tono elegante, a metà strada fra il locale informale e il ristorante gastronomico. Per una cena a due funziona bene. Per una tavolata numerosa, con questi numeri, conviene chiedere prima.

Trattoria Tina è aperta soltanto a cena, dal martedì al sabato, dalle 19.30 alle 22.30, chiusa la domenica e il lunedì. Dopo la pausa estiva della prima metà di agosto, i soci hanno annunciato l'intenzione di aggiungere dall'autunno il pranzo del venerdì e del sabato. Con così pochi posti e tanto rumore attorno all'apertura, prenotare con largo anticipo è l'unica strategia sensata. Tra le aperture dell'estate milanese è una delle più interessanti, proprio perché non prova a stupire.

Indirizzo e come arrivare

Indirizzo:
Via Altaguardia 16, Porta Romana, Milano

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