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Ristorante Rodrigo Ristorante
Apertura: Gennaio 2025
Via Savona, 11
Emiliano · 9.3/10 (104 recensioni)
Milano
Ristorante, bistrot e cocktail bar in via Savona, sede milanese dello storico Rodrigo di Bologna: tortellini, tagliatelle al ragù tirate al mattarello e crudi dell'Adriatico.
Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Peppino De Filippo, Riccardo Muti, Gianni Morandi, Enzo Ferrari. Erano clienti di Rodrigo a Bologna, ristorante nato nel 1949 a due passi da piazza Maggiore, battezzato con il nome del primo titolare e diventato negli anni un indirizzo di riferimento per la cucina bolognese più classica. Nel 2019 il locale è stato rilevato da Roberto Capua, che all'inizio del 2025 ne ha aperto una sede a Milano insieme al fratello Riccardo, produttore di vino e olio in Toscana. L'insegna è arrivata in via Savona 11, tra la Darsena, i Navigli e il distretto del design di via Tortona, vicino a Porta Genova. È aperta.
Tre anime sotto lo stesso tetto: ristorante gastronomico, bistrot, cocktail bar. Il progetto degli interni è dello studio milanese Nick Maltese, che ha fatto del rosso bolognese il filo conduttore, steso su pavimenti in resina, boiserie e dettagli in legno, per richiamare la città d'origine. All'ingresso c'è il bar per l'aperitivo, con un angolo di divani e poltrone in velluto raccolti attorno a uno specchio antico. Il bistrot è decorato con immagini dei paesaggi emiliani. Una seconda sala ospita il fish bar a vista, dove i crudi si preparano davanti agli ospiti; poi la sala del gastronomico, con lampadari e mise en place più formale, e alcune salette riservate. Per una cena di lavoro conviene chiedere una delle salette; per una serata informale, il fish bar.
La carta, firmata dallo chef Giacomo Matera, guarda alla Bologna degli anni Sessanta e Settanta. La pasta fresca è tirata a mano al mattarello da sfogline bolognesi e finisce nei tortellini in brodo di cappone, nelle tagliatelle al ragù, nei garganelli e nei passatelli. Tra i secondi c'è la cotoletta alla bolognese, detta anche alla petroniana, con contorni della tradizione come il friggione e i pomodori gratinati. Non mancano omaggi nostalgici come le penne alla vodka. L'altra metà del menu guarda all'Adriatico: il sous chef Pedro Zibordi guida il fish bar e lavora il pesce ogni giorno per plateau di crudi con ostriche italiane, francesi e irlandesi, scampi, gamberi, ricci di mare, tartare e carpacci, mentre dalla cucina escono spaghetti ai calamaretti, grigliate miste e l'astice alla catalana. I tortellini in brodo di cappone sono la prova da fare per prima: è su quel piatto che un indirizzo bolognese si gioca la reputazione.
Al bancone c'è Michele Martirani. La sua lista guarda ai cocktail degli anni Ottanta, dal Black Russian al White Russian, dal Manhattan al Negroni e all'Americano, con una selezione di distillati internazionali. Per accompagnare il bere c'è un menu di piccoli piatti con mortadella, Parmigiano Reggiano, calamari e zucchine fritti, croque-monsieur, croque-madame e club sandwich. La cantina attraversa le regioni italiane, con una sezione ampia dedicata allo Champagne, e include le etichette della cantina toscana di Riccardo Capua, come TuttoCuore, MioSogno, Fammiante, Dolceamore e Monamour.
Secondo la scheda, Rodrigo Milano è aperto dal lunedì al sabato, a pranzo dalle 12.30 alle 14.30 e a cena dalle 18.30 alle 22.30, con chiusura la domenica; altre piattaforme riportano orari diversi, quindi meglio controllare prima. Ristorante e bistrot hanno menu distinti, consultabili sul sito ufficiale, e il locale ospita anche eventi privati; si prenota online. Il prezzo medio non è stato comunicato. Per chi cerca a Milano la cucina bolognese di una volta, senza reinterpretazioni, è un indirizzo da segnare; chi vuole sperimentazione troverà altrove ciò che cerca.






