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Ristoranti / Milano / Mogo

Ristorante Mogo

Apertura: Maggio 2025

Via Bernina 1C, Milano (Scalo Farini / Isola)

Stendhal CityLife Bistrot
Milano


Listening bar con cucina allo Scalo Farini: impianto hi-fi, vinili e piatti da condividere in stile izakaya firmati da Yoji Tokuyoshi, dal pranzo alla notte.

Prima viene il suono. Mogo è un listening bar con cucina, aperto nella primavera del 2025 in via Bernina 1/C, nell'area dello Scalo Farini, dove il quartiere Isola sfuma nei binari. Sulla data esatta le fonti non sono d'accordo: Gambero Rosso International indicava l'inaugurazione al 16 aprile 2025, altre testate parlano di maggio. Poco importa, il locale è aperto. Il nome viene dalla parola sotho «mmogo», che in Sudafrica significa «insieme», e descrive bene la natura del progetto: un'alleanza tra mondi che di solito non condividono lo stesso indirizzo.

Da una parte la musica. Polifonic, il festival di musica elettronica fondato e guidato da Marco Sala, cura la parte sonora insieme a Burro Studio e alla sua etichetta BSR. Dall'altra la cucina, firmata dal gruppo Kazoku di Yoji Tokuyoshi e Alice Yamada. Completano la squadra il general manager Matteo Larghi e il bartender Morris Maramaldi. Tokuyoshi, originario di Tottori, è stato sous-chef di Massimo Bottura all'Osteria Francescana fino al 2014; a Milano ha conquistato nel 2015 una stella Michelin con il suo ristorante, poi trasformato in Bentoteca, e con Yamada ha aperto la Katsusanderia e il forno Pan, da cui arriva ogni giorno il pane servito qui. Un curriculum che pesa. Qui però lo chef non firma un fine dining.

La carta è corta, otto-dieci piatti da condividere nello spirito dell'izakaya, e non è giapponese in senso stretto: la tecnica è nipponica, i riferimenti sono italiani e francesi. Tra le proposte documentate ci sono le sovracosce di pollo al miso e teriyaki, l'hummus di ceci con verdure di stagione, la focaccia di shokupan con wasabi e alici di Cetara, gli asparagi con tofu e sesamo, lo yakitori di pollo e un okonomiyaki di fiori di zucca. A giudicare dalla carta, la focaccia con le alici è il piatto che riassume meglio l'idea. Il locale lavora tutto il giorno, con pranzi di lavoro, brunch nel fine settimana e cene, a prezzi che la stampa ha definito corretti; un prezzo medio preciso non è stato comunicato. Per un pranzo di lavoro senza fretta è una delle opzioni più originali della zona.

Il bancone non fa da comparsa. Maramaldi ha costruito una lista di signature che gioca su accostamenti insoliti: il Tokyo Dub unisce sake, tequila, yuzu, menta e barbabietola; il Martini Black Saffron abbina gin al carbone, vermouth allo zafferano e uno spruzzo di cardamomo; il Dark Funk mescola rum bianco, zenzero, liquirizia e chinotto. Poi l'Hi-Fi Monk, con vodka al matcha e liquore d'erbe francese, il Noir Interlude con assenzio, lime e fernet alla lavanda, il Cipango con arancia amara, pera invernale e amaro giapponese. Accanto, whisky giapponesi, mezcal di piccola produzione, sake e vini naturali. Chi arriva soltanto per bere scelga il bancone, dove musica e cocktail si ascoltano e si bevono nel punto giusto.

Circa 400 metri quadrati, progettati dallo studio di Giorgia Longoni. L'estetica mescola modernismo di metà Novecento e un wabi-sabi industriale: legni caldi, sedute in velluto color terracotta, cromature lucide, cemento grezzo e un pavimento azzurro, sotto travi brutaliste e condotti a vista. Un soffitto luminoso a griglia cambia tono durante la giornata, freddo di giorno e ambrato la sera. Al centro c'è un bancone circolare, accessibile da ogni lato; alle pareti gli arazzi dell'artista italo-sudafricano Andrea Marco Corvino, dal tono di surrealismo folklorico. Fuori c'è un patio. E c'è la sala privata da vivere a piedi scalzi, il dettaglio che ha reso Mogo noto come il posto dove si cena senza scarpe: per un gruppo che vuole qualcosa di diverso è lo spazio su cui informarsi.

La musica, infine, è la ragione d'essere del progetto. La consolle centrale, rivestita in legno scuro, è circondata da una collezione di vinili esposta in sala; l'impianto ad alta fedeltà combina diffusori artigianali di H.A.N.D. Hi-Fi e Sound Metaphors, in acciaio, con casse sospese a soffitto impiallacciate in radica. La programmazione di Polifonic e BSR alterna jazz, soul, ambient, techno ed elettronica, e accompagna il passaggio dal pranzo alla notte. Chi cerca conversazione tranquilla venga di giorno. La sera, con l'elettronica, cambia tutto.

Indirizzo e come arrivare

Indirizzo:
Via Bernina 1C, Milano (Scalo Farini / Isola)

Pubblicato il:

Sito web:
https://mogomilano.com

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