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Ristorante Little Tobago
Apertura: 2026
Via Giorgione 2, Milano
Milano
Grill bar del Gruppo Sequoia in un ex magazzino di farine tra Porta Garibaldi e Chinatown: piccoli piatti alla brace, cocktail alla spina e il bar Big George al primo piano.
Cacio e pepe alla brace. In una carta dominata da ribeye, fiorentina e controfiletto di Wagyu A5, è il piatto che incuriosisce di più. Little Tobago ha aperto a maggio 2026 in via Giorgione 2, tra Porta Garibaldi e la Chinatown milanese, ed è aperto. È l'ultimo nato del Gruppo Sequoia, la realtà che a Milano ha già firmato Casa Tobago, il Sali Rooftop, Casa Sofia e il Santa Hi-Fi Club. Dietro il progetto ci sono l'interior designer Alessandro Mario Cesario, specializzato in ospitalità, e l'imprenditore della moda Christian Brigliadoro, che hanno voluto portare in città lo spirito internazionale di Casa Tobago riletto in chiave contemporanea. Progettazione tecnica di MaisonP, food and beverage coordinato da Alberto Corvi.
Un ex magazzino di farine, su più livelli. L'archeologia industriale dell'edificio convive con arredi contemporanei; dalla casa madre arrivano i tessuti e le carte da parati diventati segno distintivo del gruppo, insieme a luci soffuse e a una palette terrosa tra terracotta e verde. All'ingresso un cancello che, nel racconto delle testate di settore, resta idealmente sempre aperto. Retorica a parte, il colpo d'occhio è quello di un locale pensato per farsi notare.
Il piano terra è il grill bar, costruito attorno a una cucina a vista dove la preparazione diventa parte dello spettacolo. Al centro un grande tavolo da cucina per condividere, e una carta che permette di scegliere porzioni piccole o normali. Si parte dai crudi: tartare di manzo, roast beef, ceviche (10 euro secondo Puntarella Rossa), carpaccio di Black Angus (14 euro). Poi lobster roll (10 euro), spiedini marinati, tacos neri con carne salada, hummus di carote. La brace lavora sui tagli importanti ma anche su proposte meno attese, come quella cacio e pepe. Chiudono la cotoletta alla milanese con pomodorini, un burger con formaggio di capra, una tajine di verdure, altre opzioni vegetariane e i lievitati del forno, focaccia, pizza e schiacciata. Il consiglio è sfruttare le porzioni piccole: tre o quattro assaggi a testa danno un'idea della cucina più di un taglio importante da soli.
Il bere conta quanto il cibo. Cocktail alla spina, alcuni resi frizzanti con anidride carbonica, altri spillati con l'azoto per una consistenza più cremosa, con abbinamenti pensati in parallelo alla cucina. Al primo piano c'è il Big George, cocktail bar concepito quasi come un club privato contemporaneo: luci basse, grandi finestre sul cortile, divani avvolgenti, un'acustica studiata con cura. I drink portano nomi di battesimo, Larry Dirty Colada, Harvey Spritz, Bill El Presidente, Sharon Margarita. Sulla carta, è il posto dove una cena tra amici rischia di finire molto tardi.
Little Tobago lavora solo la sera. Dalla domenica al giovedì dalle 18 alle 00.30, il venerdì e il sabato dalle 18 all'1.30; i tavoli si prenotano online. Puntarella Rossa lo ha inserito a giugno 2026 tra le aperture milanesi da segnalare. Il prezzo medio non è stato comunicato. Per un gruppo che vuole cena e dopocena sotto lo stesso tetto la formula funziona; per una conversazione a due, meglio salire al Big George e chiedere un divano lontano dal bancone.






