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Ristorante Partage Restaurant
Apertura: Febbraio 2025
Via Orazio, 93, Napoli
Campano · 9.4/10 (18 recensioni)
Napoli
Bistrot gourmet a Posillipo dello chef Giorgio Vaccaro, formato a Parigi: tecnica francese e prodotti campani, carta mensile corta e gestione di famiglia.
Partage, in francese, vuol dire condivisione. Il nome del bistrot gourmet che Giorgio Vaccaro ha aperto a febbraio 2025 in via Orazio 93, lungo la strada panoramica che sale verso Posillipo, riassume sia l'impostazione della cucina sia la natura del progetto, nato come impresa di famiglia. Il locale è aperto. In una zona dove la vista sul golfo si paga spesso più della cucina, qui il ragionamento è rovesciato: tecnica prima di tutto, con prezzi pensati per non trasformare la cena in un'occasione eccezionale.
Vaccaro è classe 1996. Ha cominciato a cucinare da ragazzino, a dieci anni, nella macelleria di uno zio, poi la scuola alberghiera e circa un decennio tra Italia e Francia, soprattutto a Parigi. I nomi del percorso sono di primo piano: Heinz Beck, Joël Robuchon, Simone Zanoni al Four Seasons George V e Guy Savoy, nelle cui cucine è rimasto oltre tre anni e mezzo. Rientrato a Napoli, ha scelto di aprire un locale proprio invece di entrare in una brigata già avviata. Scelta coraggiosa, a quell'età.
In sala lavorano la sorella Francesca e la madre, Annalisa Colantuono, che per sostenere il progetto ha conseguito il diploma di servizio di sala. La famiglia è originaria della zona dei Camaldoli, dove coltiva un orto di erbe aromatiche che finiscono nei piatti. L'idea è unire la tecnica francese appresa a Parigi ai prodotti napoletani e campani, scelti presso piccoli produttori. Sulla carta, il risultato è un bistrot che parla due lingue senza doverle tradurre.
La carta è breve e ruota ogni mese su tre antipasti, tre primi, tre secondi e tre dolci. Tra i piatti raccontati dalla stampa ci sono il crudo di seppia con tartare e consommé di sedano rapa, lo sgombro servito con aioli o marinato con aceto di riso, gli spaghetti con una marinara di carote e origano fresco, le tagliatelle ai funghi, i fagottini di pasta fresca con pecorino affumicato e il tortello d'anatra all'arancia. In primavera la carta ha proposto asparagi con uovo di quaglia, un piatto chiamato Spring Flower con alici marinate, carciofo, rucola e provola, gnocchi al ragù di coniglio e un agnello in due modi, costoletta alla brace e cosciotto brasato. Fra i dolci, il pan perdu, una brûlée al mais, un dessert alle fragole con crema di capra e sorbetto e uno con spuma di sambuco, polvere di fragola e tè preparato in casa; in stile bistrot compare anche una terrina di faraona. Il tortello d'anatra all'arancia è il piatto che dice meglio il doppio passaporto di questa cucina.
Le cifre riportate dalle recensioni variano a seconda del periodo. Il menu degustazione in cinque portate è stato indicato a 60 euro e, in una recensione successiva, a 65; nei giorni feriali è stato proposto un percorso in quattro portate a 40 euro. Scegliendo invece tre piatti alla carta, antipasto, primo e secondo, la recensione più recente arriva a 80 euro, a cena come al pranzo del fine settimana. Alla carta i piatti si collocano all'incirca tra i 16 euro dei dolci e i 30 dei secondi. A conti fatti, il menu degustazione costa meno di tre piatti alla carta. La carta dei vini dà spazio anche alla Borgogna, con abbinamenti come uno Chardonnay dei Coteaux Bourguignons.
L'ambiente richiama un bistrot parigino: divanetti color arancio bruciato, linee curve alle pareti e luci morbide, con un servizio descritto come elegante ma discreto. Più adatto a una cena a due che a una tavolata. Secondo la recensione più recente di Scatti di Gusto il ristorante è aperto dal lunedì al sabato a cena e il sabato e la domenica anche a pranzo; le indicazioni sono cambiate più volte, per cui conviene verificare giorni e orari al momento della prenotazione.


