Osteria napoletana in Riviera di Chiaia accanto a Villa Pignatelli, Bib Gourmand Michelin: pasta e patate, candele alla genovese e conto tra 35 e 50 euro.
Pasta e patate nel tegamino di rame. Basterebbe questo piatto per capire Ostaria Pignatelli, aperta nell'ottobre 2020 in Riviera di Chiaia 216, accanto a Villa Pignatelli, la dimora storica da cui prende il nome. Il locale è aperto. L'esordio è caduto in un autunno difficile, segnato dalle restrizioni sanitarie, eppure l'osteria si è costruita in fretta un seguito. Dietro ci sono otto amici d'infanzia, Roberto Biscardi, Sergio Maiorino, Fabio Zotti, Gianpaolo Albano, Stefano Capocelli, Lino Acunzo, Luca Valerio e Gennaro Montella, che hanno trasformato una passione comune per la cucina di casa in un'attività di ristorazione a tutti gli effetti.
In cucina c'è lo chef Vincenzo Politelli, affiancato dal sous chef Mario Laudieri; la sala è diretta dal maître Giulio Verbini. La linea è napoletana e mediterranea di tradizione: il locale parla di un incontro fra grandi classici, piccole invenzioni e prodotti selezionati, la critica di comfort food nel senso migliore del termine. Piatti riconoscibili, eseguiti con cura e attenzione alla materia prima e alla stagione. Niente sperimentazioni. Chi arriva da fuori e vuole un pasto napoletano senza trappole per turisti ha qui una risposta sicura.
Tra gli antipasti raccontati dalle recensioni ci sono il fiore di zucca fritto, con panatura sottile e croccante e ripieno di ricotta, provola e salame, le bruschette del Cantabrico con burrata, alici e pomodoro confit, e un bao in versione partenopea farcito con la carne del ragù. Fra i primi, la pasta e patate cremosa nel tegamino di rame, il pacchero con la rana pescatrice, le candele alla genovese, i mezzanelli alla lardiata e gli spaghetti alle vongole veraci; fra i secondi, le polpette al ragù con uvetta e pinoli e il baccalà fritto con i friarielli. Per chiudere, la caprese al cioccolato e mandorle servita con il cuore caldo, il tiramisù e la cassata. Il bao al ragù è la trovata più spiritosa; le candele alla genovese, la scelta più sicura.
Scatti di Gusto ha pubblicato alcuni prezzi: 8 euro per i fiori di zucca, 12 per il bao, 13 per i mezzanelli, 15 per le candele alla genovese, 16 per il baccalà con friarielli, 26 per gli spaghetti alle vongole e 6,50 per i dolci; il pesce al chilo costa 65 euro. Il conto si aggira tra i 35 e i 50 euro a persona, con un supplemento per chi sceglie i piatti di mare. Gli spaghetti alle vongole sono la voce che fa salire il totale: chi vuole restare nella fascia bassa resti sulla terra. In cantina, accanto alle etichette campane come il Gragnano, trovano spazio selezioni meno scontate, come i Lambruschi di Ventiventi, dal metodo classico al Sorbara rosato.
L'ambiente è caldo. Luci morbide, materiali diversi abbinati con misura, uno stile contemporaneo con dettagli eleganti. All'interno ci sono circa 42 coperti, a cui si aggiunge un dehors di una cinquantina di posti affacciato sulla Riviera, nei pressi di Villa Pignatelli. Con la bella stagione, il tavolo da chiedere è all'aperto, davanti alla villa.
I riconoscimenti sono arrivati presto. Nel 2023 l'osteria ha vinto una puntata di 4 Ristoranti, il programma condotto da Alessandro Borghese. La Guida Michelin le ha poi assegnato il Bib Gourmand, la segnalazione dedicata alle tavole con il miglior rapporto tra qualità e prezzo, confermato nelle edizioni 2025 e 2026. Ostaria Pignatelli è aperta tutti i giorni, a pranzo dalle 12.30 alle 16 e a cena dalle 19.30 a mezzanotte; dal lunedì al venerdì, a pranzo, è disponibile anche l'asporto. Un Bib Gourmand sul lungomare attira gente: nel fine settimana conviene prenotare.






